martedì 18 novembre 2014

Incubo color arancio

Di discussioni in merito alla frutta acida ce ne sono a bizzeffe, e questa non sarà l'ennesima a favore dell'una o dell'altra tesi. Questa intende essere una mera testimonianza di un fatto, accaduto qualche giorno fa. E' importante arricchire l'esperienza collettiva di chi cerca la salute.

Un giorno, mentre ero a casa di una certa persona, mi è venuta un'improvvisa e alquanto insolita voglia di mangiare alcuni mandarini esposti in un cesto. Così l'ho fatto, li ho mangiati. Saranno stati sei, sette forse.
I mandarini sono finiti, ma la voglia mi è rimasta, così la mattina dopo sono andato a comprarli da un ambulante che avevo già adocchiato qualche giorno prima (benché non avessi voglia di mandarini, avevo notato la buona qualità di quelli) e ne ho comprato una cassa. Circa 9 kg.
Così, ho dato libero sfogo alla mia insaziabile voglia, e ho mangiato prevalentemente mandarini durante tutta la giornata. Non so quantificare esattamente il numero o il peso complessivo, perché non sono l'unico ad aver attinto alla cassa (che a fine serata era più o meno dimezzata), ma credo di averne mangiati circa due-tre chili al massimo.
Ad ogni modo, ho mangiato ben oltre la sazietà, ma non ho mangiato più di quando esagero con altri frutti, siano essi cachi, mele, pesche, prugne o uva.
Piccolo inciso: ultimamente, e da un po' di tempo, la mia dieta si basa su mele, cachi e papaye. Praticamente non tocco altro al di là di qualche rarissimo dattero.
Tornando a quel dì, ho mangiato mandarini la mattina, spizzicando fino a pranzo. Verso le due ho mangiato tre piccoli cachi, poi mandarini fino al tardo pomeriggio, e per chiudere una papaya.
Nonostante non sia stato un grande giorno, dietisticamente parlando (ho mangiato troppo, e sicuramente non con la fame), non è stato peggiore dei due prima di questo. Almeno, considerando il livello di pulizia che ho raggiunto personalmente.
Perché, dunque, un titolo tanto nefasto? L'incubo arriva ora.
Il mio umore, già compromesso dalla giornata, è caduto a picco. Mi sentivo abbattuto, triste, depresso. Tutte cose che ho abbandonato da tempo, almeno in queste dosi. Fin qui nulla di imputabile ai mandarini.
Poi, il malessere si è palesato anche nel mio fisico. Ho cominciato ad avvertire più freddo del solito (solitamente la gente rimane scioccata guardando il mio scarno vestiario invernale), e mi sono coperto meglio che potevo, sotto un plaid, sul divano.
Poi è arrivata la nausea, il mal di testa, il dolore muscolare...insomma, avete presente quando la febbre si avvicina? Sono andato a mettermi a letto, mentre tutto peggiorava. Mi sentivo come quando si beve molto alcool e, durante l'ebrezza, si arriva al punto limite, si prova nausea e si sa che quello è il punto di non ritorno verso la sbornia.
Mi girava la testa, mi facevano male gli occhi, i denti, le giunture e i muscoli. Sentivo un bruciore di stomaco alquanto fastidioso, e soprattutto sentivo tutto il tratto gastroesofageo dolorante, bruciante, quasi come se fosse "scottato" dall'interno. Respiravo a fatica, sia perché mi sentivo il petto oppresso, sia perché avevo una narice completamente chiusa.
Ora, è importante specificare che io, da mesi e mesi e mesi, non ho il naso chiuso. Mai. Neanche i digiuni arrivano a farmi chiudere il naso dal muco. E, guarda caso, anche la sera prima, mettendomi a letto, mi ero meravigliato di avere una narice chiusa (la stessa). Ma, parallelamente alla scarsa quantità di mandarini del primo giorno, l'otturazione è durata solo una decina di minuti. Poi il naso si è liberato e io mi sono addormentato. Questa volta, invece, ho passato le ultime due ore della mia giornata con il naso chiuso, e mi sono addormentato senza miglioramenti.
Mi creava difficoltà il dormire, esattamente come, tornando a casa dopo aver bevuto un bel po', si fatica a dormire per via della nausea e dei giramenti di testa. Stessa identica situazione, con l'unica differenza che la testa girava in maniera meno violenta. 
La sola idea di mangiare un altro mandarino mi faceva venire la voglia di vomitare, e l'odore, rimasto indelebilmente impresso sulle mie mani e sul mio corpo in generale, non aiutava certo.
Dopo un'oretta di agonia, sono arrivato a fatica in cucina per prendermi una piccola mela. Benché nauseato, e nonostante non avessi la minima voglia di mangiare alcunché, avevo deciso di provare un po' a togliermi quel nauseabondo sapore dalla bocca, e contemporaneamente pulirmi i denti il più efficacemente possibile, per evitare di lasciarli danneggiare ulteriormente durante la notte. Nel tragitto, mi guardo allo specchio: occhiaie, colorito poco rassicurante, palpebre basse, labbra secche. Nel frattempo, comunque, la mia temperatura era salita notevolmente, ma non ho usato il termometro quindi non saprei dire di quanto.
Faccio per mordere la mela, e mi accorgo di avere gli angoli delle labbra (quelli che collegano labbro superiore e inferiore, per capirci) spaccati. Uno spacco netto, lungo due-tre millimetri. Con dolore mastico accuratamente la mela, facendola passare un po' in tutta la dentatura.
Mi accovaccio sul letto e, con fatica, mi addormento.
La mattina dopo la nausea persisteva, ma risultava drasticamente diminuita. In generale, tutti i sintomi erano scomparsi o molto attenuati. La temperatura era solo lievemente alta e il mal di testa percettibile più come confusione mentale che come dolore. I denti e le gengive, in condizioni pessime. Me ne sono accorto quando ho mangiato una mela, nella tarda mattinata, e al primo morso la gengiva sopra gli incisivi superiori ha sanguinato. Fatto grave, gravissimo.
Ma, ancora più grave, è il dolore muscolare che sentivo. Avete presente il dolore del "giorno dopo la palestra"? Bene, io me ne ero completamente liberato, da mesi. Gli sforzi non mi causavano più quei problemi, il giorno dopo, anche quelli molto pesanti. I miei muscoli recuperano con una velocità impressionante, se paragonata ai miei vecchi standard. Quella mattina, invece, sorpresa. Vari muscoli di braccia, avambracci, spalle e pettorali, mi facevano male. L'unico sforzo degno quasi di questo nome, fatto il giorno prima, è stato quello di trasportare la cassa di mandarini (9,5 miseri kg), per circa 500, 600 metri. Solitamente trasporto pesi ben maggiori, quando faccio i miei giri al mercato, per più tempo. E non ne risento, mai.
Come se ciò non possa bastare, ho dovuto anche constatare che il pettorale sinistro, nella parte esterna (quindi in prossimità dell'ascella), mi faceva male. E' un male che io conosco bene, perché ne soffro da sempre. Con la dieta fruttariana avevo completamente risolto, e mai nessun episodio si era ripresentato. Il dolore di cui parlo è qualcosa di veramente atroce. Senti che il muscolo si sia staccato in un punto, e ti brucia di un bruciore e di un pizzichio che ti fanno stringere i denti e gli occhi per un minuto. Avviene all'improvviso, durante il più banale dei movimenti, e in un muscolo "a caso". Ora il bicipide, ora il tricipide, ora il pettorale. Ma, quando avviene, per giorni e giorni il muscolo non si riprende e, appena lo tocchi accidentalmente (anche molto lievemente) e lo spingi nella direzione sbagliata (nel caso dell'altro giorno, dall'interno del bordo esterno verso l'altro pettorale) il dolore torna come al momento dell'infortunio.
Prima ci mettevo giorni e giorni a recuperare da questo stato. Ora, per fortuna, già il giorno successivo non avevo più problemi.
Dico che le ultime due cose sono molto gravi, perché a mio avviso sono segnali di un'usura proteica e, dunque, di uno stato di acidosi. Ora, sull'eterna discussione riguardo il potere acidificante o alcalinizzante degli agrumi, non ho più dubbi.
C'è chi mi ha chiesto se per caso penso si possa trattare di disintossicazione. No, quello che ho passato non è stato dovuto al tanto osannato potere disintossicante degli agrumi. Io, quel giorno, mi sono intossicato. Dopo un anno abbondante di fruttarismo credo di aver ben chiare le idee riguardo il quando e il come il mio corpo si disintossica.

Mai, neanche con l'ultraesagerazione di avocado, neanche con giornate in cui ho mischiato tanti e tanti frutti alla rinfusa, neanche dopo aver raggiunto la nausea con datteri, cachi o altri frutti pesanti, ho avuto una reazione tanto violenta. Per giorni, e tutt'ora, non posso stare in una stanza dove si sia sbucciato un mandarino, e i primi due tre giorni non riuscivo neanche a toccarli. Ora va meglio, ma devo comunque star lontano dell'odore forte, perché mi da' nausea. Terribile, davvero terribile.

C'è da pensare...

Andrea

1 commento:

  1. Davvero interessante leggere il racconto dettagliato di fatti concreti!
    posso cogliere l'occasione per riportare la mia esperienza con i kiwi?
    da un po di mesi ho scoperto l'esistenza del fruttarismo e sto affrontando con molti ostacoli la transizione.
    ostacoli dovuti anche alle informazioni sbagliate che fortunatamente e necessariamente l'esperienza mi ha smentito. il piu dannosa è stata la considerazione della frutta acida. dopo mesi passati a bere acqua e limone a digiuno ogni mattina mi sono imbattuta nei kiwi dell'autunno che mi hanno chiarito le idee in merito a tossicita della frutta acida.
    ecco com'è andata: ero convinta del loro potere disintossicante (leggendo ehret riguardo limoni e frutta acida) e ho cosi deciso di provare una monodieta per qualche giorno. dopo il primo pranzo di una decina di kiwi dolci ho necessariamente cambiato idea. la bocca mi bruciava gia dopo i primi tre, sudavo copiosamente, il naso colava e ho dovuto costringermi a introdurre quei bocconi, attribuendo tutto a un'intensa disintossicazione. a fine pasto mi osservo allo specchio: la pelle era rossa a chiazze giallognole, la lingua rossa come sanguinante e osservando piu attentamente sanguinava realmente, come ho poi notato dal guasto di sangue che ha invaso la bocca. tutto cio mi ha lasciata perplessa e continuavo a chiedermi se fosse davvero solamente una violenta disintossicazione . nei giorni seguenti i denti mi bruciavano al contatto con qualsiasi cibo insieme alle spaccature in bocca.
    il sangue in bocca, i denti doloranti e la pelle a chiazze gialle mi hanno convinto che non era la direzione da prendere e ho lasciato tristemente marcire il resto dei kiwi.
    grazie all'incremento di mele e allabbandono di frutta acida sono convinta di poter raggiungere il fruttarismo, perché di benefici prima ne avevo visti pochi e la mia debolezza aumentava di giorno in giorno prima di queste due accortezze.

    grazie per l'opportunita che offri su questo blog di conoscere la tua esperienza diretta.

    RispondiElimina