lunedì 26 maggio 2014

Lo scoglio, il tuffo, la vita.

Mi sveglio, stamattina, nel mio letto.
Nel mio cuore e nella mia mia mente persistono durevoli le emozioni di cui mi sono riempito nei tre giorni passati. Sono infatti tornato da un evento che aspettavo da qualche mese: il Rome Fruit Fest 2014!

Non parlerò di cosa ho mangiato, fatto o non fatto. Non sono un reporter, questo ruolo non mi si addice.
Dirò piuttosto che sento qualcosa di mutato in me. O meglio, qualcosa in mutamento. Ma, in fondo, non cambia tutto continuamente? E allora, probabilmente, adesso sono solo più consapevole del cambiamento che "io" costantemente vivo. La mia coscienza ne è più consapevole.
Allo stesso tempo, sento che in me qualcosa si muove più velocemente del solito.

E' incredibile come una conversazione, una domanda, uno sguardo o un gesto, possano mettere in moto meccanismi che, all'apparenza, neanche un gigante potrebbe muovere.
Non tutto rose e fiori, in questi giorni...anzi! Di cose che non mi son piaciute ce ne sono state. Eppure in certi momenti mi è sembrato di essere realmente nel posto giusto al momento giusto.
Poche parole, peraltro non indirizzate direttamente a me, mi hanno convinto a fare una scelta che da tempo ponderavo pudicamente, costringendo in un angolo i miei desideri istintivi.
Il vicendevole esempio personale che ognuno di noi ha dato e ricevuto è stato - ne sono sicuro - enormemente impattante sul percorso spirituale di ciascuno di noi. Qualcuno ne è più consapevole, qualcun altro meno.

E chi si è reso pienamente conto dei meccanismi che parole, gesti, abbracci e sorrisi hanno attivato in lui, si è sentito come sul bordo di uno scoglio, in procinto di tuffarsi. Esattamente, nel momento in cui ci si rende conto che ci si sta per tuffare in acqua, ma si è ancora in tempo per tornare indietro. E allora quel dolce e lieve senso di paura - per l'acqua fredda, per uno scoglio sotto di noi - ci fa fremere impercettibilmente tutti i muscoli. E nel momento di stallo, quando ormai ci siamo sbilanciati abbastanza da non poter più ripensarci, non ci resta che prendere un gran respiro e spingerci con tutta la nostra forza al di là dello scoglio che ci ha ospitato fino a quel momento. Alla fine, siamo sempre grati di esserci buttati (se non prendiamo uno scoglio, è chiaro), e ci chiediamo perché non l'abbiamo fatto prima.

So che sto per tuffarmi, e nonostante il timore di abbandonare una situazione comoda (almeno apparentemente) non vedo l'ora che la mia pelle si rinfreschi al contatto con l'acqua che - ora lo so - mi aspetta già.

Non so come e dove nuoterò, ma so che, finché lo farò con gioia e gratitudine, l'acqua cullerà i miei sensi, e io sarò al sicuro.

Ed è con immensa gioia e gratitudine che ringrazio tutti coloro che mi hanno regalato qualcosa in questo piccolissimo ma intensissimo viaggio. Ho riempito la mia sacca di ospitalità, amore, risate, abbracci, commozione, stupore, divertimento, riflessione, crescita...vita.

Grazie di tutto.

Andrea

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