mercoledì 5 febbraio 2014

Effetti collaterali

Quante ne son successe di cose da quando ho abbandonato le scarpe!
Gli "effetti collaterali" dell'andare scalzo sono, per il momento, la mia miglior motivazione a continuare questo percorso. Perché dei miglioramenti fisici e psicologici a breve/lungo termine ero al corrente, ma nessuno vi aveva mai avvisato di quanti altri vantaggi potesse portare questo stile di vita.

Camminare scalzo è un fantastico modo per diffondere un messaggio. E' uno di quei cambiamenti che pochi non notano a colpo d'occhio. Inevitabilmente, qualcuno verrà a chiedervi il perché. Ed è lì che, come un piede nella porta, il vostro camminare scalzo può darvi l'opportunità di parlare a quel gruppo di persone. Potrete parlar loro di non-violenza, di fruttarismo, di libertà...o di qualunque altro messaggio voi vogliate trasmettere! E' bello constatare come, inoltre, tutti questi messaggi riescano a trovare armonia, grazie a due semplici piedi scalzi, convalidandosi l'un l'altro. Non so spiegare bene il perché, ma tendo ad incontrare meno blocchi mentali, da quando vado scalzo, in tema di alimentazione.
Sarà perché chi si avvicina è spesso e volentieri (e magari inconsapevolmente) temporaneamente più ricettivo e aperto alle novità. Sarà perché avere uno che usa i piedi, e non delle protesi di stoffa e plastica, per camminare, ci riconduce velocemente a capire ed accettare che facciamo una vita profondamente innaturale. Sarà...ma a me tutto questo piace!

Uno degli incontri più piacevoli è avvenuto proprio qualche giorno fa, quando un ragazzo che avrà avuto probabilmente intorno ai 13 anni, mi ferma e mi chiede, molto gentilmente oltretutto, perché mai andassi scalzo. Mi aveva visto più volte, prima con i sandali, poi scalzo, e, a detta sua, mi ammirava molto. L'ho ringraziato dei complimenti che, notoriamente, non so incassare (mi imbarazzano), e gli spiego. Allora lui mi dice di essere buddhista, e di dormire a terra perché "Noi crediamo che l'uomo non debba sollevarsi dal mondo, nemmeno quando dorme". Probabilmente mi ha fatto riflettere più lui con questa frase, di quanto io abbia fatto con lui con il mio andare scalzo. Grazie sconosciuto, è stata una bella conversazione. La primavera sta arrivando, e presto mi organizzerò per trasformare la mia stanza, semplificandola. Chissà, magari cambierò anche il posto in cui dormo.

I riscontri psicologici dell'andare scalzi si sentono. La connessione con il mondo è viva, limpida, chiara e forte. La mente è sempre più calma, giorno dopo giorno. Il buon umore, già ottenuto quasi costante dall'alimentazione naturale, raggiunge quel tocco in più, quella genuinità che si assapora solo senza scarpe. Ma nel breve termine, non c'è che dire: non ho mai riso così tanto come nell'ultimo periodo.
Vivendo in una regione storicamente piuttosto restia al cambiamento, potete ben immaginare quanti sguardi sconcertati provocano ogni giorno i miei poveri ed innocenti piedi nudi. Ed è troppo, troppo divertente continuare a vedere le bocche spalancate e i discorsi interrotti bruscamente dallo stupore.
La cosa più esilarante (ma forse si gioca il primo posto con la signora generosa) è avvenuta una settimana fa.

Vado a fare un esame universitario, ovviamente scalzo. Lì per lì niente di nuovo: soliti sguardi, solito stupore, soliti imbarazzi (degli altri). La professoressa passa, mi guarda i piedi e fa:
"Ma lei non porta le scarpe!"
"Beh si, io vado sempre scalzo."
"Ah...va bene..."
(e c'è molto da riflettere su questo scambio di battute)
Niente di particolare, insomma. Se non che, quando arrivo a casa, mia sorella mi dice che sono su Facebook. Strano, perché io, su Facebook, non ci sono da mesi. Ma c'è questa pagina, che serve (suppongo soprattutto alle persone timide) per richiedere informazioni su qualcuno che hanno avvistato. Avvistato alla D'Annunzio Chieti e Pescara è, appunto, il nome della pagina.
Cito integralmente:
"Volevo chiedere al ragazzo che stamattina ha sostenuto l'esame di psicologia sociale in aula magna, il perché si é presentato scalzo e con i piedi inevitabilmente tutti neri!!!! È un modo per esorcizzare la paura dell'esame? Scusate ma la curiosità è donna"
Due dei commenti più belli:
Le avrà buttate su un filo della corrente, o è Gesù Cristo.
O testava la Psicologia Sociale, il tuo post ha fatto riuscire il test!
Fatto sta che poi, come ho appreso due giorni dopo, il pomeriggio stesso c'è qualcuno che si è presentato scalzo a sostenere l'esame!
Ora, certo, il messaggio è stato travisato, perché il mio ovviamente non era un modo per esorcizzare l'esame...ma tutto questo continua ad essere esilarante! Nel modo sbagliato, per i propositi errati e i distorti fini, ma ho involontariamente portato quel pizzico di naturalità in più in un'aula universitaria. Chissà, potrebbe essere una strategia da ricordare per il futuro.
Che succederebbe se tutti (o quasi) gli studenti di un'università decidessero di girare per un giorno intero scalzi? Chi lo sa, magari nascerebbe qualcosa di carino...

Piccola parentesi alimentare.
Ultimamente sto mangiando proprio male. Sempre solo frutta, ovviamente, ma sto mischiando tutto ciò che si può pensare di mischiare. In queste ultime due settimane mangiare per noia è la regola, e il mio corpo sta molto risentendo di questo declino. Sento la mia mente ingolfata, il mio corpo lento. Mi sento immobile, tra un morso di troppo ed un altro.
Nel tentativo di arginare il fenomeno, oggi mi sono imposto un digiuno. Quando digiuno, riesco a riflettere più lucidamente sui miei problemi. Per quanto riguarda il cibo in particolar modo, perché quando digiuno riesco a vedere il cibo per quello che è, e non per quello che rappresenta. E, il giorno di interruzione del digiuno, solitamente mangio solo il necessario. La mia mente è calma e il cibo è meno attraente di quanto non fosse prima. Riesco a riconoscere più lucidamente la vera fame, e finisco per fare due o tre piccoli pasti. Spero dunque di tornare sulla retta via in questo modo. E' probabile che questa diventi un'abitudine settimanale. Digiunare ogni mercoledì, un po' come Ghandi faceva, di ogni lunedì, il suo giorno di silenzio. Vedremo...

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