giovedì 12 dicembre 2013

La voglia di caldo e i cambi di atteggiamento

Scrivo questo post ispirato dalla nebbia che attualmente avvolge tutto il mio palazzo (mio in senso lato).
Sono sempre stato un amante dell'inverno: freddo gelido, cappotti pesanti, guanti e condenza dalla bocca. Mi sono sempre ritenuto più produttivo e positivo, durante l'inverno.
Al contrario, il caldo era mio nemico giurato. Il sudore appena dopo la doccia, l'afa asfissiante, i vestiti che coprono poco il corpo (a meno di soffrire terribilmente, come una signora che attraversò la strada davanti ai miei occhi increduli, in pelliccia, ed era agosto).
La mia prima estate da vegano ha messo in bilico queste convinzioni, perché quella fu la prima estate che riuscii a gustarmi. Non ho sofferto il caldo come di consueto, anche se fu una delle estati più torride di sempre, qui. Lungi dall'amare il caldo, tuttavia cominciavo a vederne qualche lato positivo. Rimanevo però della ferma convinzione che l'inverno fosse grandemente migliore.

Sono diventato fruttariano nella prima metà dell'estate scorsa, e questo si che ha sconvolto le mie preferenze in fatto di clima. La mia prima estate da fruttariano, e al momento ancora l'unica, è stata diversa da tutte le altre. Nonostante avessi ancora qualche chilo da smaltire, da quando cambiato la mia alimentazione, non ho più sudato. I vestiti non mi si appiccicavano addosso, e non correvo il rischio di puzzare dopo appena un'ora dall'ultima doccia. Non solo, ma cominciavo davvero a gustarmi il caldo!
Mi sorprendevo fuori al balcone, a petto nudo, a gustarmi i roventi raggi dell'ora di punta, mentre nutrivano la mia pelle. Ad occhi chiusi, riuscivo quasi a sentire la pelle mentre rideva, estasiata dai fantastici raggi solari. Difficile da spiegare, se non si prova sulla propria...pelle! Questo, per me, sarebbe stato impensabile prima di allora. In effetti, non sono state poche le persone stupite di questo cambiamento.

Il risultato è che se, fino ad ora ho sempre fatto il conto alla rovescia per l'arrivo del fresco, ora sta avvenendo il contrario. Benché sopporti il freddo ancora meglio di prima (non indosso alcun cappotto, ma solo un giubbino leggerissimo, che prima usavo durante l'autunno...e questo è uno degli inverni più freddi degli ultimi dieci anni!) non vedo letteralmente l'ora che ritorni, quanto meno, la primavera.
Non solo per tutta la magnifica frutta che porterà con sé, ma anche e soprattutto perché non sopporto più l'inverno. Voglio scoprire la mia pelle al sole, non rinchiuderla! Voglio poter uscire a qualunque ora del giorno e della notte, senza cambiare abbigliamento. Voglio tornare alle giornate lunghe, con la luce fino alle nove di sera. Voglio poter ammirare tutti i giorni albe e tramonti mozzafiato.
Per quanto riguarda la frutta, devo dire che il mio corpo si è perfettamente armonizzato con il seppur per noi innaturale cambiamento stagionale. Non ho voglia di frutta estiva, sono completamente a mio agio con la frutta invernale che si trova ora.

Inoltre, aspetto ardentemente l'avvento di climi più clementi per iniziare a cambiare il mio atteggiamento in quanto a scarpe. Entro la fine della prossima primavera confido infatti di girare sempre scalzo. E' una pratica che si chiama scalzismo (barefooting in inglese), e ve ne parlerò più nel dettaglio quando inizierò a praticarla. I miei piedi si stanno davvero ribellando alle scarpe, ma ora non me la sento di iniziare con questo freddo (benché so che potrei, ma preferisco iniziare più "soft").

Un caldo abbraccio a tutti,

Andrea

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