lunedì 9 dicembre 2013

Digiuno e gola

Oggi inizio un digiuno di una settimana circa. In realtà questo sarebbe dovuto essere un post con funzione di diario. Avevo infatti intenzione di scrivere ogni giorno le mie impressioni sulle sensazioni psicofisiche di questa esperienza, pubblicando alla fine il tutto. Ho cominciato a scribacchiare, e mi sono reso conto che i miei piani mi avrebbero portato ad un noioso elenco di sintomi e sensazioni, di vaga o nulla utilità per i lettori. I sintomi che ognuno avverte durante un digiuno sono personalissimi e intimi, non ha senso parlare di cosa io sento. Al massimo, è utile parlare di cosa, in generale, si sente.

Comunque, scrivo questo post per un altro motivo: parlare di come la nostra gola, il più delle volte, ostacoli i naturali digiuni che il nostro corpo ci chiede.
Questo, per me, è un fattore molto pesante. Spesso e volentieri mangio semplicemente perché voglio assaporare questo o quel frutto, e non perché ne sento davvero il desiderio. Purtroppo è così che si comporta la maggior parte della gente, per non dire la quasi totalità! Anzi, spesso e volentieri si mangia ancora prima per abitudine o noia. Quante volte sentiamo dire "Io la mattina non mangerei nulla perché non ho mai fame...ma la colazione è il pasto più importante della giornata, e quindi mi sforzo!"? Personalmente, prima di eliminare i finti cibi dalla mia dieta, mi svegliavo sempre con un grande appetito. Ora capisco che quello, in realtà, non era affatto appetito. La mia pessima dieta costringeva il mio corpo ad approfittare così tanto della tregua notturna per disintossicarsi, che tutto il muco prodotto dal processo mi portava all'illusione della "fame". In effetti, da vegano ricordo che il bisogno della colazione era già parzialmente diminuito. Quantificando, comunque non più di un terzo...

Il muco prodotto dalla disintossicazione notturna è ciò che tutti noi riteniamo normale trovare al mattino vicino ai nostri occhi, nelle nostre orecchie (cerume), nel nostro naso, nella nostra bocca e gola. I capelli sono più unti, le ascelle più maleodoranti della sera prima, e così via...
Abbiamo la testa confusa e lenta, le membra più intorpidite del normale, e sentiamo presto un gorgoglio provenire dagli intestini. La scambiamo per fame, e facciamo colazione. Pensiamo di esserci tolti il senso di vuoto, saziandoci, ma la verità è che abbiamo semplicemente e tristemente interrotto il naturale processo di pulizia messo in atto dal corpo durante le ore notturne.
Quando abbiamo la febbre, generalmente, non abbiamo fame. Quando siamo raffreddati, idem. Uno dei grandi problemi (secondo la medicina ufficiale) dei malati oncologici, è che stentano a mangiare, mancando di appetito e/o soffrendo di forti nausee.
In tutti questi casi, il corpo sta cercando disperatamente di dirci "Ho bisogno di tutte le energie possibili per guarire. Se mi metti del cibo dentro, dovrò digerirlo, e sprecherò energie nel farlo! Non mangiare!".
Chiunque ha avuto modo di avere un cane o un gatto in casa, sa perfettamente che quando questi animali stanno male, generalmente non mangiano. Ovviamente, per loro così come per noi, tutto viene alterato da cibi modificati.
Un cane senza il minimo appetito divorerà fino alla nausea tutto il prosciutto che gli offrirete, o almeno salvo rare eccezioni. Se introducete nella vostra bocca del finto cibo, ad esempio un pezzo di pane (anche se integrale e senza nè lievito nè sale), la salivazione che provocherà, dovuta all'intenzione del corpo di proteggere le pareti del tratto gastricoenterico, vi illuderà di un appetito che non c'era, e di una appetibilità che quel cibo non avrebbe mai posseduto altrimenti.
Nessun bambino rifiuta la frutta, allo svezzamento e dopo. Contrariamente, quasi tutti i bambini fanno "i capricci" per il primo periodo di cibo adult(erat)o. Farò un post sull'argomento bambini, ma ora andiamo avanti.

Se sentissimo davvero le impressioni del nostro corpo, e se non avessimo la dipendenza psicologica e fisica (entrambi nel caso di finti cibi, solo la prima nel caso della frutta), avremmo il naturale istinto di digiunare ogni tanto. A volte per un giorno, altre volte per una settimana...e qualcuno potrebbe digiunare anche per mesi!
I popoli più longevi del mondo sono per tradizione grandi digiunatori. Gli Hunza, ad esempio, arrivano a digiunare anche per due mesi. Tutti, comunque, seguono il principio della frugalità, mangiando piccole quantità di cibo alla volta.

Nella nostra tradizione, siamo abituati a ritenere che il cibo in eccesso, entro certi limiti, sia una utile riserva per il nostro organismo. L'evidente realtà, invece, è che il cibo in eccesso è sempre, inevitabilmente, uno scarto inutile e gravoso per l'organismo. In una parola, tossico.
Digerire una mela, in uno stato di calma e serenità, nel giusto tempo necessario al processo, darà mille volte più energia e nutrimento rispetto al gravoso compito di digerire due fette di melone, un grappolo d'uva, uno spicchio di mela ed un paio di mandarini. Per non parlare del falso cibo... Di questo, comunque, ne parlerò quando approfondirò l'argomento dei monopasti.

Come al solito, vi invito ad approfondire tutto quello che ho detto, perché questo post è davvero molto molto lontano da poter essere ritenuto completo. La mia intenzione, dopotutto, è quella di diffondere il mio pensiero, non di impartire lezioni a chicchessia.

Andrea

[Aggiornamento]
Il digiuno è tristemente caduto appena al secondo giorno. Una mela dall'aspetto squisito mi ha tentato, io ho ceduto. Tuttavia ho approfittato dell'occasione per vagliare la possibilità di una nuova abitudine: il digiuno sistematico di un giorno a settimana. Valuterò, proverò, vi farò sapere...

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