giovedì 12 dicembre 2013

La voglia di caldo e i cambi di atteggiamento

Scrivo questo post ispirato dalla nebbia che attualmente avvolge tutto il mio palazzo (mio in senso lato).
Sono sempre stato un amante dell'inverno: freddo gelido, cappotti pesanti, guanti e condenza dalla bocca. Mi sono sempre ritenuto più produttivo e positivo, durante l'inverno.
Al contrario, il caldo era mio nemico giurato. Il sudore appena dopo la doccia, l'afa asfissiante, i vestiti che coprono poco il corpo (a meno di soffrire terribilmente, come una signora che attraversò la strada davanti ai miei occhi increduli, in pelliccia, ed era agosto).
La mia prima estate da vegano ha messo in bilico queste convinzioni, perché quella fu la prima estate che riuscii a gustarmi. Non ho sofferto il caldo come di consueto, anche se fu una delle estati più torride di sempre, qui. Lungi dall'amare il caldo, tuttavia cominciavo a vederne qualche lato positivo. Rimanevo però della ferma convinzione che l'inverno fosse grandemente migliore.

Sono diventato fruttariano nella prima metà dell'estate scorsa, e questo si che ha sconvolto le mie preferenze in fatto di clima. La mia prima estate da fruttariano, e al momento ancora l'unica, è stata diversa da tutte le altre. Nonostante avessi ancora qualche chilo da smaltire, da quando cambiato la mia alimentazione, non ho più sudato. I vestiti non mi si appiccicavano addosso, e non correvo il rischio di puzzare dopo appena un'ora dall'ultima doccia. Non solo, ma cominciavo davvero a gustarmi il caldo!
Mi sorprendevo fuori al balcone, a petto nudo, a gustarmi i roventi raggi dell'ora di punta, mentre nutrivano la mia pelle. Ad occhi chiusi, riuscivo quasi a sentire la pelle mentre rideva, estasiata dai fantastici raggi solari. Difficile da spiegare, se non si prova sulla propria...pelle! Questo, per me, sarebbe stato impensabile prima di allora. In effetti, non sono state poche le persone stupite di questo cambiamento.

Il risultato è che se, fino ad ora ho sempre fatto il conto alla rovescia per l'arrivo del fresco, ora sta avvenendo il contrario. Benché sopporti il freddo ancora meglio di prima (non indosso alcun cappotto, ma solo un giubbino leggerissimo, che prima usavo durante l'autunno...e questo è uno degli inverni più freddi degli ultimi dieci anni!) non vedo letteralmente l'ora che ritorni, quanto meno, la primavera.
Non solo per tutta la magnifica frutta che porterà con sé, ma anche e soprattutto perché non sopporto più l'inverno. Voglio scoprire la mia pelle al sole, non rinchiuderla! Voglio poter uscire a qualunque ora del giorno e della notte, senza cambiare abbigliamento. Voglio tornare alle giornate lunghe, con la luce fino alle nove di sera. Voglio poter ammirare tutti i giorni albe e tramonti mozzafiato.
Per quanto riguarda la frutta, devo dire che il mio corpo si è perfettamente armonizzato con il seppur per noi innaturale cambiamento stagionale. Non ho voglia di frutta estiva, sono completamente a mio agio con la frutta invernale che si trova ora.

Inoltre, aspetto ardentemente l'avvento di climi più clementi per iniziare a cambiare il mio atteggiamento in quanto a scarpe. Entro la fine della prossima primavera confido infatti di girare sempre scalzo. E' una pratica che si chiama scalzismo (barefooting in inglese), e ve ne parlerò più nel dettaglio quando inizierò a praticarla. I miei piedi si stanno davvero ribellando alle scarpe, ma ora non me la sento di iniziare con questo freddo (benché so che potrei, ma preferisco iniziare più "soft").

Un caldo abbraccio a tutti,

Andrea

mercoledì 11 dicembre 2013

Cambiare il paradigma

Mi sono svegliato, questa mattina, con un pensiero ampio ma distinto. Le risorse energetiche.

Quando si parla di ecologia, prima o poi esce fuori il discorso delle risorse: "Dobbiamo sfruttare meglio le risorse che abbiamo!". Questo che segue non vuole essere un attacco diretto agli ambientalisti. Ma solo perché l'attacco diretto arriverà appena avrò voglia di scriverlo.

Il mio pensiero è che non dovremmo affatto sfruttare le risorse. La concezione di sfruttamento, alla base, è deleteria e controproducente. Ciò che dovremmo fare, invece, è vivere in modo da non aver bisogno di sfruttare le risorse. Date un'occhiata a questo post, e fate pure qualche ricerca su internet (tuttavia il mio consiglio è di pensare con la vostra testa - la vostra, non quella del mercato).
Capirete presto che il fruttarismo è LA scelta ecologista. Capirete che il fruttarismo è LA via di perfetta integrazione con la natura. Integrazione, non sfruttamento.
Ricreando il nostro habitat, e aggiungendo abitazioni non invasive (ad esempio guardate questa!);
piantando i nostri alberi da frutto, in modo da avere cibo sano bello e fresco;
riciclando naturalmente i nostri scarti (urina, feci e scarti di frutta), aiutando i nostri alberi ad essere in salute e rigogliosi;
sostituendo le vecchie tecnologie della carta, con le nuove;
equipaggiandosi per ricavare quel po' di elettricità elettrica che ci "serve", dal sole;
sostituendo la nostra automobile con una piccola utilitaria ad aria compressa;
ci avvicineremo a quello che vuol dire "sostenibilità".

Secondo il mio pensiero, il creare automobili, pannelli fotovoltaici, cartamela e quant'altro, già vuol dire insostenibilità. Infatti credo che sostenibile è tutto ciò che non è superfluo. Ma, comunque, questo risulta essere il modo di vivere, tra i "moderni", meno impattante possibile!

Lasciamo petrolio, carbone, marmo, legno e terra dove la natura li ha voluti! E' sicuramente più saggia di noi, impariamo a fidarci di lei. La nostra vita migliora, se è in armonia con la vita degli altri (animali, piante e minerali). Facciamo un passo in avanti: cambiamo il paradigma.

Andrea

martedì 10 dicembre 2013

Ma quale privazione? I vantaggi del fruttasimo

Già il fatto di dire "Io mangio solo frutta" sia una componente da non trascurare, quando affrontiamo la percezione comune che vede nel fruttarismo la massima privazione di piacere dalla vita. Quasi massima, in realtà (pensiamo ad esempio ad un melariano).
Ora, è difficile conciliare questa immagine con ciò che i fruttariani di tutto il mondo, qualcuno più esplicitamente di altri, esprimono: il fruttarismo è libertà.

Questa è una breve, incompleta, frammentaria e del tutto momentanea lista dei vantaggi in ordine sparso che personalmente ho scoperto da quando la frutta ha cambiato la mia vita.

nb: vista l'economicità di questo stile di vita, ho evitato di scrivere "...e il risparmio che ne deriva" vicino alle voci appropriate. Tuttavia, riflettete su quanto risparmiereste, in tempo e denaro, cambiando vita!
  1. Non devo più cucinare
  2. Non devo più lavare piatti, pentole e cucina
  3. In effetti, non mi serve più una cucina!
  4. Non ho bisogno neanche di frigo e freezer
  5. Generalmente non ho bisogno del riscaldamento in casa
  6. Sopporto meglio anche il caldo, quindi non mi servono ventole o condizionatori
  7. Sudo solo in casi rarissimi
  8. Più passa il tempo, meno il mio sudore odora
  9. Non ho più la necessità di lavarmi ogni giorno
  10. Non uso più nessun tipo di sapone, deodorante o profumo sul mio corpo
  11. Posso cambiarmi i vestiti molto molto più raramente
  12. Potrei non usare detersivi per pavimento, piatti e panni (non vivo da solo e al momento sono l'unico fruttariano in casa)
  13. Non ho più bisogno di spazzolino e dentifricio, la mia bocca è sempre pulita
  14. Non ho più bisogno di carta igienica
  15. Le mie feci non puzzano mai
  16. Non provo mai dolore o fastidio durante la defecazione
  17. Riesco a prevedere i momenti in cui dovrò defecare
  18. Non ho problemi a farlo in posti diversi dal mio wc, per i precedenti motivi
  19. Le mie feci sono un ottimo concime
  20. Ho un ridottissimo bisogno di bagagli durante un viaggio
  21. Non mi arrabbio più con nessuno
  22. La mia autostima non è mai stata così alta
  23. Tuttavia, non sono mai stato così tanto umile e modesto
  24. Dormo meno e meglio di prima
  25. Non ho mai brufoli o macchie sulla pelle
  26. La mia pelle sopporta molto molto meglio il sole estivo (= non mi scotto)
  27. Tollero meglio di prima la fame
  28. Non devo pensare a calorie, grassi e carboidrati: il mio peso sarà sempre giusto
  29. La mia salute sarà sempre al 100%
  30. D'inverno non mi ammalo mai (sto ancora liberandomi di un po' di muco, ogni tanto continua a servirmi un fazzoletto, ma è migliorato e migliorerà anche questo)
  31. Non provo mai la sensazione di "acido lattico" dopo certi sforzi (allenamenti o simili)
  32. Non ho bisogno di interferire con i miei sensi per divertirmi (alcool, marijuana...)
  33. Non avrò mai più bisogno di farmaci
  34. Non correrò mai più il rischio di prendere infezioni
  35. Non ho mai sete (= non bevo mai), se non durante un digiuno
  36. Ho sempre più forza e resistenza
  37. Non ho mai mal di pancia, acidità di stomaco o simili
  38. Non ho mai mal di testa
  39. Mi gusto di più la natura, sapendo di essere finalmente in sintonia con lei
  40. Le mie arie intestinali (= flatulenze) sono rare e non puzzano mai
  41. Quando vivrò nel mio terreno tropicale, avrò virtualmente bisogno zero di soldi
  42. Il mio impatto sull'ambiente è sempre il minimo possibile
  43. Non uccido più nessuno per cibarmi
  44. Sento in me un rinato senso spirituale, libero da religioni e dottrine di ogni tipo
  45. Il mio corpo è più elastico di prima
  46. La mia mente si concentra più facilmente sulle cose, è inoltre più veloce ed efficace
  47. Virtualmente non produco più rifiuti (mi sto organizzando per compostare tutto sul balcone)
  48. Gusto e olfatto sono notevolmente migliorati, colgono sfumature mai ipotizzate prima d'ora
  49. Io amo il mio cibo
Aggiungerò ancora altri elementi mano a mano che mi verranno in mente...ma già questi sono così tanti che davvero non capisco come si possa ancora definire il fruttarismo una rinuncia!

Ponderate gente, ponderate...

Andrea

lunedì 9 dicembre 2013

Digiuno e gola

Oggi inizio un digiuno di una settimana circa. In realtà questo sarebbe dovuto essere un post con funzione di diario. Avevo infatti intenzione di scrivere ogni giorno le mie impressioni sulle sensazioni psicofisiche di questa esperienza, pubblicando alla fine il tutto. Ho cominciato a scribacchiare, e mi sono reso conto che i miei piani mi avrebbero portato ad un noioso elenco di sintomi e sensazioni, di vaga o nulla utilità per i lettori. I sintomi che ognuno avverte durante un digiuno sono personalissimi e intimi, non ha senso parlare di cosa io sento. Al massimo, è utile parlare di cosa, in generale, si sente.

Comunque, scrivo questo post per un altro motivo: parlare di come la nostra gola, il più delle volte, ostacoli i naturali digiuni che il nostro corpo ci chiede.
Questo, per me, è un fattore molto pesante. Spesso e volentieri mangio semplicemente perché voglio assaporare questo o quel frutto, e non perché ne sento davvero il desiderio. Purtroppo è così che si comporta la maggior parte della gente, per non dire la quasi totalità! Anzi, spesso e volentieri si mangia ancora prima per abitudine o noia. Quante volte sentiamo dire "Io la mattina non mangerei nulla perché non ho mai fame...ma la colazione è il pasto più importante della giornata, e quindi mi sforzo!"? Personalmente, prima di eliminare i finti cibi dalla mia dieta, mi svegliavo sempre con un grande appetito. Ora capisco che quello, in realtà, non era affatto appetito. La mia pessima dieta costringeva il mio corpo ad approfittare così tanto della tregua notturna per disintossicarsi, che tutto il muco prodotto dal processo mi portava all'illusione della "fame". In effetti, da vegano ricordo che il bisogno della colazione era già parzialmente diminuito. Quantificando, comunque non più di un terzo...

Il muco prodotto dalla disintossicazione notturna è ciò che tutti noi riteniamo normale trovare al mattino vicino ai nostri occhi, nelle nostre orecchie (cerume), nel nostro naso, nella nostra bocca e gola. I capelli sono più unti, le ascelle più maleodoranti della sera prima, e così via...
Abbiamo la testa confusa e lenta, le membra più intorpidite del normale, e sentiamo presto un gorgoglio provenire dagli intestini. La scambiamo per fame, e facciamo colazione. Pensiamo di esserci tolti il senso di vuoto, saziandoci, ma la verità è che abbiamo semplicemente e tristemente interrotto il naturale processo di pulizia messo in atto dal corpo durante le ore notturne.
Quando abbiamo la febbre, generalmente, non abbiamo fame. Quando siamo raffreddati, idem. Uno dei grandi problemi (secondo la medicina ufficiale) dei malati oncologici, è che stentano a mangiare, mancando di appetito e/o soffrendo di forti nausee.
In tutti questi casi, il corpo sta cercando disperatamente di dirci "Ho bisogno di tutte le energie possibili per guarire. Se mi metti del cibo dentro, dovrò digerirlo, e sprecherò energie nel farlo! Non mangiare!".
Chiunque ha avuto modo di avere un cane o un gatto in casa, sa perfettamente che quando questi animali stanno male, generalmente non mangiano. Ovviamente, per loro così come per noi, tutto viene alterato da cibi modificati.
Un cane senza il minimo appetito divorerà fino alla nausea tutto il prosciutto che gli offrirete, o almeno salvo rare eccezioni. Se introducete nella vostra bocca del finto cibo, ad esempio un pezzo di pane (anche se integrale e senza nè lievito nè sale), la salivazione che provocherà, dovuta all'intenzione del corpo di proteggere le pareti del tratto gastricoenterico, vi illuderà di un appetito che non c'era, e di una appetibilità che quel cibo non avrebbe mai posseduto altrimenti.
Nessun bambino rifiuta la frutta, allo svezzamento e dopo. Contrariamente, quasi tutti i bambini fanno "i capricci" per il primo periodo di cibo adult(erat)o. Farò un post sull'argomento bambini, ma ora andiamo avanti.

Se sentissimo davvero le impressioni del nostro corpo, e se non avessimo la dipendenza psicologica e fisica (entrambi nel caso di finti cibi, solo la prima nel caso della frutta), avremmo il naturale istinto di digiunare ogni tanto. A volte per un giorno, altre volte per una settimana...e qualcuno potrebbe digiunare anche per mesi!
I popoli più longevi del mondo sono per tradizione grandi digiunatori. Gli Hunza, ad esempio, arrivano a digiunare anche per due mesi. Tutti, comunque, seguono il principio della frugalità, mangiando piccole quantità di cibo alla volta.

Nella nostra tradizione, siamo abituati a ritenere che il cibo in eccesso, entro certi limiti, sia una utile riserva per il nostro organismo. L'evidente realtà, invece, è che il cibo in eccesso è sempre, inevitabilmente, uno scarto inutile e gravoso per l'organismo. In una parola, tossico.
Digerire una mela, in uno stato di calma e serenità, nel giusto tempo necessario al processo, darà mille volte più energia e nutrimento rispetto al gravoso compito di digerire due fette di melone, un grappolo d'uva, uno spicchio di mela ed un paio di mandarini. Per non parlare del falso cibo... Di questo, comunque, ne parlerò quando approfondirò l'argomento dei monopasti.

Come al solito, vi invito ad approfondire tutto quello che ho detto, perché questo post è davvero molto molto lontano da poter essere ritenuto completo. La mia intenzione, dopotutto, è quella di diffondere il mio pensiero, non di impartire lezioni a chicchessia.

Andrea

[Aggiornamento]
Il digiuno è tristemente caduto appena al secondo giorno. Una mela dall'aspetto squisito mi ha tentato, io ho ceduto. Tuttavia ho approfittato dell'occasione per vagliare la possibilità di una nuova abitudine: il digiuno sistematico di un giorno a settimana. Valuterò, proverò, vi farò sapere...

domenica 8 dicembre 2013

I controllori sociali: come diventare schiavi di se stessi

"Now you get what you want, 
Do you want more?"
Questo è uno degli aspetti per me più affascinanti e tuttavia meno discussi del fruttarismo.
Mi è venuto lo spunto proprio in vista delle feste natalizie, simbolo indiscusso di un consumismo internazionalmente diffuso. Mi arriva un sms: "Ma tu cosa ne pensi dei regali di Natale?".

Ecco, cosa ne penso dei regali di Natale? Credo che siano uno degli stratagemmi studiati e maturati appositamente per indurci a comprare (e produrre) cose per lo più inutili o, comunque, superflue. Tutto il meccanismo è riposto al sicuro dalla nostra vista, in una bella scatola colorata e sgargiante, che porta il nome di tradizione
Semplice domanda: siamo obbligati a scambiarci dei regali a Natale?
La quasi totalità di voi risponderebbe immediatamente che no, non siamo affatto obbligati a farlo! Vero, ma falso. Perché sì, nessuno ci obbliga, ma qualcuno o qualcosa ci spinge a farlo. La tradizione.

La verità è che si può uscire dal gregge, ma al costo di subire pressioni, ricatti e minacce. Lo avete capito, non sto più parlando dei regali natalizi, ma dello stile di vita che decidiamo di condurre.
Quando diventai vegano, non avevo neanche mai sentito questo termine, e così come me anche per la maggior parte delle persone che frequentavo quotidianamente risultava una novità.
Per quanto già i vegetariani sappiano cosa voglia dire essere attaccati su tutti i fronti per la semplice e logica scelta di non mangiare cadaveri, non potranno mai mettersi realmente nei panni di un vegano che deve sentire, ogni singolo giorno "Già vegetariano ancora ancora lo capisco, e anzi lo rispetto pure! Ma vegano no...troppo estremista!". I vegani alla lettura ora staranno sicuramente sorridendo, perché sanno di cosa parlo.
Eppure, cari i miei vegani, così come i vegetariani non sanno cosa voglia dire essere nei vostri panni, ahimé, voi non avete neanche la più pallida immagine di come possa essere la pressione che un fruttariano deve sentire ogni giorno dal mondo che lo circonda!
Così anche io, da fruttariano, credo di non poter immaginare la posizione di un respirariano a riguardo.

La pressione sociale viene effettuata ogni giorno da tutti noi. Più siamo conformi alla tradizione, più compiamo pressione sociale. Così si tiene unito un gregge: eleggendo tutti i suoi membri a controllori sociali. Un'occhiata alla fermata dell'autobus al tizio senza scarpe, una risata di scherno se qualcuno parla di amore e rispetto per la vita, mille sono le inconsapevoli tecniche dei controllori sociali ma cinque, a mio avviso, sono le possibili risposte.

  1. Isolarsi dal mondo, preferendo la solitudine alle critiche.
  2. Armarsi di informazioni ed argomentazioni, per rispondere ad ogni possibile critica. Io ho fatto così nei mio periodo di veganesimo. A dirla tutta, ero convinto che fosse quasi un obbligo, da parte dei vegani, l'atto di informarsi approfonditamente su tutte le questioni inerenti alimentazione, etica ed alternative di vita. Se un medico ti "informa" sulle tue possibili carenze di ferro, tu devi sapergli rispondere in modo corretto, preciso e completo. Ora ho cambiato parzialmente idea, e questo lo devo al fruttarismo, unica alimentazione che ti permette di abbandonare tutte le insane scomposizioni (in)organiche dei cibi. Ho fede nel mio istinto e nell'interminabile saggezza del mio corpo. Ho dunque optato definitivamente per la terza possibile risposta: 
  3. sforzarsi di rianimare l'istinto di chi ci critica, sepolto sotto cumuli di (dis)informazione deleteria.
  4. Fare dei compromessi. 
  5. Tornare alle vecchie abitudini.
Gola a parte, credo sia questo il motivo per il quale così tanti vegetariani tornano indietro o, più spesso, mangiano pesce. "Ah, sei vegetariano? Ma il pesce lo mangi, sì?" "Ehm...sì sì, il pesce ovviamente sì!"
Questo spiega perché qualche vegano (fortunatamente pochi) crede di potersi definire ancora tale se ogni tanto "sgarra".
Questo, infine, spiega (parzialmente) perché qualche fruttariano (ahimé, la maggior parte) dice di concedersi ogni tanto qualcosa che non sia frutta, sfociando persino nel cotto o, aberrazione pura, nei prodotti di origine animale. Non ricordo dove su internet, ma ho recentemente letto l'intervento di un fruttariano che chiedeva agli altri suoi amici fruttariani se per le feste si sarebbero concessi panettone e spumante.

Personalmente, da vegano non ho mai (almeno intenzionalmente) mangiato prodotti animali. E da fruttariano, da quando ho smesso di fare deviazioni dalla frutta, ho trovato la pace.
Trovo che la coerenza sia la chiave, quando si tratta di fare da esempio agli altri. Concedere un piccolo passo indietro significa regalare campo a chi è pronto a urlare "Visto? Te l'avevo detto! Avevi torto!", anche quando quest'attacco si presenta sotto la proverbiale forma di una pacca sulla spalla.
Quando dicevo di mangiare solo frutta ma di concedermi, ogni tanto, qualcosa di cotto, sentivo negli "Aaah!" della gente il mio fallimento. Sentivo di perdere credibilità, di ammettere silenziosamente che no, non è possibile confinarsi alla sola frutta.
Da quando ho smesso di fare eccezioni (vi racconterò come è successo) la mia coerenza è salita, e con essa il mio potere d'influenza. Ora non ottengo più gli "Aaah!". Ora dimostro finalmente che è possibile vivere diversamente, senza cedere il passo alla tentazione di finti cibi che puntualmente finivano con il farmi stare male. Risultato? In soli cinque mesi sono già almeno una decina le persone che conosco e che hanno cominciato a mangiare molta più frutta. Due di queste hanno la meta del fruttarismo.

Sono convinto che anche da soli, come individui, possiamo fare molto. Oltre che nei confronti di se stesso, ognuno genera un'influenza anche nei confronti di tutte le persone che lo circondano. Mi spingo ancora più in là, affermando che ogni singolo individuo può contribuire alla progressione dell'umanità. Ne parlerò più approfonditamente in un altro post.

Quando la mia famiglia si è preoccupata per me e per la mia salute, nel momento in cui ho comunicato a tutti la mia scelta, vivere di frutta, non li ho mai biasimati. Capisco, capisco perfettamente la loro preoccupazione. Capisco che hanno paura. Hanno paura perché sono stati terrorizzati dai "rischi di malnutrizione" con i quali tanti medici e non si riempiono la bocca tutti i giorni. Hanno paura perché è la paura, il vero motore dell'economia. Anche di questo, parlerò in futuro.

Mi è capitato di parlare con persone che, dopo la solita discussione su cosa sia o meno adeguato introdurre nella propria bocca, hanno detto "Sì, in effetti ha senso... Sai cosa? Lo farei anche io...ma poi al ristorante che ti prendi? E al pub la sera? No no...non fa per me!" o ancora "Lo farei anche io sai? Ma poi chi lo spiega a mia mamma/nonna/moglie? Quella/o mi uccide!". Vedete di cosa parlo?
Sembra quasi che, a stare bene facendo la giusta scelta, si stia attaccando qualcuno! (in effetti, si attacca il sistema economico-terroristico che ci domina)
Non conto più le volte in cui mi hanno dato del violento estremista fanatico. Eppure, questo è il ruolo che ognuno di noi dovrebbe avere, secondo chi guadagna dal mantenimento dello status quo: controllare che nessuno esca mai dalla normalità.
Se interpretiamo la parola normalità nel senso statistico del termine, allora sì, è normale bere alcool, mangiare pasta, carne e latticini, assumere medicinali al minimo disagio ecc ecc. Ma, domanda: cosa succederebbe se decidessimo di mettere un fiocco fucsia in testa a tutti gli orsi del mondo, ad eccezione di tre esemplari? Chi sarebbe normale? Credo che nessuno avrebbe il coraggio di dire che un orso con un fiocco fucsia in testa sia normale. Qual'è il punto?

Normale è un individuo che fa ciò per cui la natura lo ha destinato.

Un orso non è stato fatto per indossare fiocchi fucsia, così come un essere umano non è stato fatto per cucinare, andare in pizzeria o al pub...

L'argomento è lungi dall'essere stato affrontato in modo esaustivo, ma per il momento posso dirmi soddisfatto. Concludo con un consiglio: resistete. Resistete alla pressione sociale. Lo so, è terribile a volte sentirsi criticati in ogni momento della giornata. Eppure, prima o poi, passerà. Le persone si abitueranno alla vostra scelta, e cominceranno a capirne i motivi. Qualcuno si avvicinerà persino al modello di pensiero e azione che proponete. Ma solo e solamente se agirete con amore e comprensione.
Mai cedere alla tentazione di arrabbiarsi. Se accade, cercate di comprendere i motivi per i quali avete agito così, e correggete il vostro atteggiamento.
Agite sempre con amore, e cercate di capire che anche voi, prima di cambiare, avreste reagito come chi ora vi sta criticando. E sicuramente l'avete già fatto!
Siamo tutti schiavi di un sistema di bugie messo in piedi al fine di allontanarci dalla nostra natura non-violenta e, dunque, anti-economica. Spiegate le vostre motivazioni, quando siete criticati. Mantenete il sorriso e vedrete che, presto, i frutti del vostro amore nasceranno.

"Now: what you get? 
Want more? Want more?"

Andrea

Si può vivere di sola frutta?

Questa è la domanda che solitamente le persone mi fanno. Si può davvero vivere di sola frutta?
Proviamo a cercare insieme la risposta...

L'uomo è un animale, e su questo non credo ci sia alcun dubbio.
In quanto animale eterotrofo (anche se qualcuno ha messo in discussione questo paradigma, cercate qualcosa riguardo i breatharians o respirariani), ha la necessità di cibarsi.
Dunque, dovrà mangiare qualcosa che è naturalmente presente nel suo ecosistema.

Delle circa 8,7 milioni di specie animali attualmente esistenti sul pianeta terra (1), tutte, eccetto una, mangiano il proprio cibo nello stato in cui lo trovano. Alla luce di ciò, non è propriamente sensato pensare che la cottura e il condimento dei cibi siano indispensabili per l'alimentazione umana.
Se liberiamo la nostra mente dai preconcetti e dalla paura di scoprire la verità, questo ci risulterà lampante.
Ogni specie animale ha la capacità di procurarsi e mangiare il proprio cibo, crudo e inalterato. Cosa ci fa credere di essere differenti? Dunque, ora, la domanda cruciale è: quali sono i cibi che possiamo mangiare crudi?

Segue una breve lista dei più comuni alimenti generalmente considerati fondamentali o accettabili per una corretta dieta:

  • Carne, pesce
  • Latte e prodotti lattei in generale
  • Uova
  • Pasta, pane, pizza e in generale prodotti da forno
  • Riso, avena, orzo e simili
  • Lenticchie, ceci, fagioli e altri legumi
  • Olio di oliva, o di semi vari
  • Noci, mandorle ed altri semi
  • Spinaci, lattuga, radicchio e altre foglie
  • Broccoli, cavolfiori, carciofi ed altri fiori
  • Ortaggi
  • Carote, cipolle ed altre radici
  • Frutta
  • Birra, vino ed altri alchool
  • Caffè, ginseng, tè ed altri eccitanti
  • Cioccolata

Penso abbiate già di vostro il buonsenso di ammettere l'inadeguatezza quanto meno degli ultimi tre elementi.

Partiamo dunque con il parlare della carne.
Prima di sbraitare gridando che l'uomo ha sempre mangiato carne, sentite cosa ha da dire l'antropologo Alan Walker, professore alla John Hopkins University. “Ogni dente esaminato, appartenente agli ominidi che vissero nell’arco di tempo che va da 12 milioni di anni fa, sino alla comparsa dell’Homo erectus, presenta le striature tipiche dei mangiatori di frutta, senza eccezione alcuna”.
Ma evitiamo di cadere nell'insuperabile questione del "cosa abbiamo mangiato nella preistoria". Piuttosto, pensiamo a come siamo fatto oggi, giusto?
Lo sapevate che la carne venduta è stata macellata da almeno cinque giorni? O comunque, questa è la norma. E lo sapete perché? Perché la carne di un animale appena ucciso è eccessivamente dura per i nostri denti.
Ma questa frollatura non basta: dobbiamo cuocere ed infine condire la nostra "bella" bistecca per poterla mangiare (ma sempre con coltello e forchetta, cercando di non fare pezzi troppo grandi).
Descrivere questo come "istinto carnivoro" ha davvero del ridicolo. Prendete le vostre prede con le vostre mani, mangiatele seduta stante senza alcun tipo di alterazione, e poi potremo riparlarne.
Piccola doverosa precisazione. Prima di imparare a cacciare, l'uomo, per assoluta scarsità di altri cibi, si è arrangiato a comportarsi da saprofago, saccheggiando i cadaveri lasciati dai veri carnivori (che, in realtà, mangiano prima le interiora, e poi la cosiddetta carne e le ossa della preda, se hanno ancora fame). Ma questo cambia davvero le cose? Credete sia gustoso un cadavere in stato di putrefazione? Nessun carnivoro si chiude il naso nauseato davanti ad una carcassa. Puoi ancora definirti carnivoro?

Il pesce. Al di là di qualunque speculazione, prendere un pesce a mani nude è davvero un'impresa. Ma, ammesso che voi ce la possiate anche fare, davvero non potrete mai convincermi che provate gusto nell'addentare un pesce mentre ancora si dimena, masticando viscere e pelle, carne e lisca. Se non provate gusto nel farlo, perché dovreste?

Per quanto riguarda il latte, la mia argomentazione sarà davvero breve e concisa: nessun animale beve il latte di un'altra specie. Punto.

Se parliamo di uova, il discorso è bene o male analogo ai precedenti. Quanto è gustoso un uovo di gallina crudo, mangiato a morsi? La smorfia sulla vostra faccia la dice lunga. Al massimo, le uova sono cibo per serpenti. Noi non siamo serpenti. Fine della discussione.

Vi riporto un illuminante punto di vista che ha espresso Jericho Sunfire sul pane. Immaginiate che domani arrivino degli extraterrestri sul pianeta terra e che, casualmente, scelgano voi come esponente della razza umana per spiegar loro alcune usanze. Vi chiedono di spiegar loro cos'è il pane. Ora, cercate di mettervi nei panni di un extraterrestre mentre qualcuno cerca di spiegarvi per quale dannata ragione qualcuno dovrebbe: tritare il proprio cibo (il grano) fino a farlo diventare polvere (perché altrimenti non si potrebbe mangiare) e unirlo all'acqua (perché altrimenti non si potrebbe mangiare), aggiungere una coltivazione batterica (il lievito), impastare bene il tutto (perché altrimenti non si potrebbe mangiare) e infine bruciare la massa risultante perché - ti spiegano - altrimenti non si potrebbe mangiare. Sono l'unico a ritenere tutto ciò una pura e semplice follia? Stesso identico discorso può essere fatto per la pasta, la pizza e tutti gli altri prodotti da forno.
Credete siano buoni riso, avena, orzo e tutti gli altri semi mangiati comunemente, se non fossero esposti al minimo trattamento? Se volete provateci, e poi mi potrete rispondere. Ma io confido nella vostra immaginazione.
Discorso simile per i legumi (che sono semi). Certo, fagioli fagiolini e simili (come le fave e i piselli) escono vincitori da questa sfida, perché sono commestibili e in una certa misura appetibili anche da crudi. Teniamoli a mente, dunque, perché ne parleremo più in là.

L'olio, invece, merita una sola sfida: provate a berlo da solo. Buono? Non credo. L'olio, così come il sale, sono utili solo ed esclusivamente ad ingannare il nostro corpo, provocando una salivazione eccessiva, prodotta dal corpo per proteggersi dall'aggressività di questi prodotti (mangiate un cucchiaino di sale da solo e vi renderete conto di cosa sto parlando), e facendoci quindi credere di essere affamati e attratti dal cibo che stiamo mangiando. Tutt'altra storia è la salivazione che si scatena quando vediamo un frutto maturo e profumato davanti ai nostri occhi. Riuscite a vedere la differenza, vero? Per quanto riguarda le olive, rispondetevi da soli la prossima volta che vi trovate nei pressi di un ulivo in frutto.

Avete mai assaggiato una noce al naturale? No, quelle che avete mangiato voi non sono al naturale. Tutte le noci che trovate in commercio, anche quelle spacciate come supernaturali dai crudisti più incalliti, sono state in qualche modo essiccate. Le noci sono, allo stato naturale, morbide e, soprattutto, molto amare. Stessa cosa per molti altri semi. L'amarezza è un sistema che il nostro corpo ha per segnalarci un cibo tossico. Avete mai masticato per sbaglio il seme di una mela? E' amarissimo, ed in effetti basta una manciata di semi di mela per uccidere un adulto. Le mandorle, al naturale, sono estremamente amare. Amarissimi sono anche i semi di cacao.

Parliamo di insalate. La lattuga dolce, così come la conosciamo, è opera dell'uomo. In natura, quei rari cespuglietti di lattuga che nascerebbero, sarebbero molto più duri e molto più amari. Grazie a vari incroci, che probabilmente non sarebbero mai avvenuti in natura, l'uomo è riuscito ad ottenere un tipo di verdura più facile da masticare e, in un certo qual modo, gustare. Tuttavia vi sfido a mangiare verdura cruda, scondita e non abbinata a null'altro (o credete che l'uomo primitivo si facesse dei megainsalatoni?), almeno una volta al giorno. Vi stancherete, ve lo assicuro. Dopo un po' avrete la sensazione di mangiare carta amara. Tuttavia, lascio a questa categoria di cibi un trattamento postumo, e ne parlerò tra non molto, insieme a fagiolini e simili.

I cavoli e gli altri suoi simili credo abbiano ricevuto già una risposta, a questo punto.

Ortaggi. Generalmente si definiscono ortaggi i seguenti cibi: zucchine, peperoni, pomodori, melanzana, zucca, cetriolo. Ed ecco che arriva una bella sorpresa: sono frutti! Pensateci: contengono i semi della pianta madre, e possiamo prenderli senza uccidere la stessa. Non sono dolci, ma sono frutti. Qualcuno infatti li definisce "fruttaortaggi". Questa definizione tuttavia non mi piace. Ad ogni modo, sono generalmente poco appetibili per gli esseri umani. Una certa eccezione la svolge il pomodoro, che ha un sapore probabilmente più buono degli altri. Rimangono comunque sicuramente prodotti marginali rispetto alla nostra alimentazione. Un fruttariano, per definizione, consuma anche questi ortaggi. Io, ad oggi, ne consumo. Non credo che però, in un contesto naturale, mangerei anche solo uno di essi. Non vincerebbero il paragone con la frutta dolce, appena colta dall'albero.

Le carote sono radici. Le cipolle sono radici. le rape sono radici, le patate sono radici. Ad eccezione delle carote, vi sfido a convincermi che le altre sono buone crude, mangiate da sole, a morsi. Per quanto riguarda le carote, ricordiamo che dovreste estrarla da terra e mangiarla piena di terriccio, come fanno ad esempio i cinghiali. Ma comunque aggiungiamo anche questo elemento per il gruppo "last chance".

Abbiamo, in ultima analisi, dei superstiti: fagiolini e simili, ortaggi (che son frutti), frutta e carote (e simili altre radici), insalate e simili.
Ora vi faccio una domanda. Immaginate di essere immersi in un contesto naturale, circondati da decine di tipi di alberi da frutto carichi di ogni tipo di prelibatezza, qualche pianta di pomodoro e altri ortaggi, ed infine qualche ciuffo verde che spunta dal suolo (piante di tutti i tipi, dall'ortica alla carota, dall'agave all'invidia). Ora, onestamente, cosa mangereste?

Siamo arrivati al dunque: l'istinto.

Istinto
"Impulso naturale per cui gli esseri viventi compiono determinati atti utili o necessari alla propria conservazione, senza l'intervento della volontà o del ragionamento."

Mi sarebbe piaciuto iniziare proprio da qui il mio discorso. E sarebbe stato davvero breve, inciso...e sicuramente meno noioso! Meglio tardi che mai.
Avete mai visto una mucca preoccupata del suo apporto giornaliero di ferro? Vi siete mai imbattuti in una mamma gorilla ansiosa perché il proprio piccolo mangia poche proteine? Avete mai notato un leone informarsi sui contenuti nutrizionali di ciò che mangia? Potrei continuare per ore, ma credo abbiate afferrato ciò che voglio dire: nessun essere vivente si preoccupa di ciò che mangia. Pensate invece a quanti articoli vengono pubblicati ogni giorno sull'alimentazione umana! Non notate un'incongruenza in tutto ciò?
Se noi ci spogliassimo di ogni istruzione, di ogni cultura e di ogni pregressa convinzione razionale, rimarremmo con il nostro puro e semplice istinto. E l'istinto vi direbbe che la frutta è la cosa più buona che ci sia in natura, dunque tanto vale mangiarne a sazietà finché ce n'è!
Quando si tratta di cibo, nessun essere vivente usa la razionalità. Usano tutti una sola cosa: i sensi.
Ciascuno usa prioritariamente i sensi più sviluppati.
Così come i leoni, o le tigri, o i lupi, hanno una vista monocromatica, attratta principalmente da oggetti in movimento, un gusto acceso verso i sapori "cadaverici", così noi siamo stati naturalmente dotati di una vista policromatica, un innata tendenza ai sapori dolci e agli odori fruttati. Fateci caso la prossima volta che andate in una profumeria! Quasi tutte le fragranze richiamano in qualche modo gli odori della frutta.
Quando abbiamo fame, il nostro istinto ci fa notare i colori rossi, arancioni, gialli e violacei della frutta fresca appesa sopra le nostre teste. Non dobbiamo far altro che alzare la mano e...mangiare!
Vedete come sia la nostra illimitata scelta di cibi a confonderci le idee? Andiamo al supermercato e ci chiediamo: cosa dovrei mangiare? Cosa mi farà bene?
Se vivessimo in un clima tropicale, circondati di bellissimi alberi da frutto, non avremmo neanche la minima necessità di crearci questo problema.
Se non ci fossero nutrizionisti, medici e ricercatori (tutti più o meno direttamente collusi con l'impero farmaceutico) a terrorizzarci con i loro numeri (ne parleremo nel dettaglio in un altro post), come ci salterebbe mai in mente di rischiare la vita per catturare una preda che, alla fine dei conti, non ci piace neanche? Chi ce lo farebbe fare di cercare radici commestibili piene di terra? Cosa ci spingerebbe a seccare noci e mandorle (provate ad aprire il guscio di una mandorla a mani nude)? Nulla. Questa è la verità nuda e cruda. E la verità, come disse Gandhi il Mahatma, la grande anima,

"Anche se sei la minoranza di uno, la verità è sempre la verità".

Parliamo un momento di morfologia. Avete mai notato come una mucca sia naturalmente conformata per mangiare il suo cibo? Il muso è spontaneamente proteso verso il basso, in prossimità dell'erba. I denti sono piatti e spessi, ideali per frantumare le dure fibre dei vegetali. Gli stomaci sono perfettamente ideati per gestire grandi masse di erba. L'intestino lunghissimo, necessario per la lenta digestione della cellulosa.
Allo stesso modo, un lupo è perfettamente fatto per la caccia. I suoi denti acuminati penetrano con facilità nella carne della preda, il muso allungato perfetto per entrare nella carcassa di un animale. Il tozzo, corto intestino digerisce in fretta interiora e carne, prima che vadano in putrefazione.
Il formichiere ha un muso fatto ad arte per entrare, appunto, nei formicai. La giraffa ha un collo unico per arrivare alle foglie a lei più congeniali. Le zanne di un cinghiale sono perfetti arnesi per sradicare le forti radici di cui si nutrono ghiottamente.
Vedete come la natura non faccia nulla a caso?
Ora, osservate la vostra mano. E' priva di artigli ed è perfetta per afferrare oggetti sferici. Prendete in mano una mela ed osservate quanto questo gesto sia naturale. Sembrano fatte l'uno per l'altra, la vostra mano e la mela. Voi, e le altre scimmie, siete gli unici animali ad avere questa perfetta coincidenza carpica. Ora addentatela. Solo un morso, mi raccomando! Certo, sicuramente ci sono altissime probabilità che quella mela non sia "come natura vuole", priva di agenti chimici e con le giuste proprietà organolettiche. Ma ora non pensateci, affronteremo l'argomento in uno post apposito, perché è un argomento che merita tutta la nostra attenzione.
Ora, concentratevi sul sapore della mela. Riuscire a sentire la risposta delle vostre papille gustative? (migliorerebbe, se cambiaste dieta, ne parleremo) Riuscite a sentire come il gusto dolce attiri automaticamente il vostro gusto, il vostro olfatto?
Con una dieta di sola frutta e con prevalenza di monopasti (mangiare un solo tipo di frutto fino a sazietà ed attendere la completa digestione prima di mangiare altro), la digestione è facile, semplice e veloce. Non si formano costipazioni intestinali, aria o fastidi di altro genere. Non ci sarà neanche bisogno di lavarsi i denti, perché manterranno da soli un aspetto sano e forte. Potrete dire addio alla carta igienica, perché la perfetta digestione ed espulsione della frutta lascerà l'ano pulito ed igienizzato dopo la defecazione. Ridurrete il bisogno di lavarvi al minimo, e potrete comunque smettere di usare detergenti/cosmetici di ogni tipo, inclusi shampoo e deodoranti. Non avrete mai sonnolenza dopo i pasti, e questo vi permetterà di essere sempre attivi e scattanti (credete sarebbe stato saggio addormentarsi dopo ogni pasto, in un ambiente in cui si è preda, e non predatore?).
I vantaggi della dieta fruttariana sono molti molti di più, ma già questi pochi, snocciolati velocemente, ci danno una forte impressione: questa è la dieta che ci permette di tornare al nostro essere animali.
Quale altro animale si pulisce l'ano dopo aver defecato? Quale altro animale rimane costipato per giorni e giorni, soffrendone altamente? Quale altro animale ha bisogno di lavarsi con prodotti chimici almeno una volta al giorno? Quale altro animale deve strofinarsi i denti con sostanze innaturali dopo ogni pasto?


Qualunque animale attua comportamenti innaturali quando è inserito in un contesto innaturale.

Questo vale per gli animali prigionieri di zoo e circhi, per i cani prigionieri nelle nostre case, per gli esseri umani rinchiusi nelle città. Così semplice a vedersi, così difficili da digerirsi: la verità è così.

Sono uscito un po' fuori tema, quindi riprendo la domanda iniziale. Si può vivere di sola frutta?
Riguardo la capacità di sopravvivenza, nel lungo termine, qualcuno avrà sicuramente alzato il dito almeno una pagina fa dicendo "Sì, ma quanto vivevano gli uomini con la sola frutta?".
Tutte le evidenze ci portano a pensare che vivessero di più. Pensate alla nostra attuale situazione. Con farmaci, agi di ogni tipo, assistenza per qualunque acciacco senile, protezione dai possibili pericoli esterni...viviamo, se ci va bene, settanta/ottant'anni. Questa è l'aspettativa di vita, ed anzi sono stato piuttosto generoso. Pochi sono i casi di novantenni o ultracentenari. Le statistiche ci dicono che la quasi totalità di noi si ammalerà, nel corso della sua vita, di una di queste patologie:
  • Tumore
  • Diabete
  • Malattie cardiovascolari
  • Malattie degenerative
Ne parleremo più approfonditamente, ma per ora vi basti sapere che tutte queste malattie possono essere prevenute e curate da una corretta dieta. Lo stesso invecchiamento, a quanto pare, sembra fortemente rallentato da una dieta di soli cibi crudi. Parleremo anche di questo, e vi riporterò fonti e dettagli.
L'età biologica media di un essere umano dovrebbe essere di 120 anni, è quanto esce fuori dalle indagini più recenti in materia di biologia. Siete ancora soddisfatti della vostra aspettativa di vita "civile"? Forse qualcuno non ci ha detto tutto ciò che dovremmo sapere...

Il mio invito non è quello di credermi ciecamente. Il mio invito, che è il mio augurio, è che voi iniziate a ragionare con la vostra testa (e il vostro cuore). Liberatevi da qualunque condizionamento! E' possibile vivere in un modo più giusto, sano e piacevole. E' possibile decidere di non uccidere più alcun essere vivente. E' possibile far coincidere il vantaggio personale con l'altruismo massimo che la natura ci ha permesso. Abbiamo la fortuna indescrivibile di aver ricevuto questo dono da Madre Natura, o se preferite Dio. Impariamo a goderne! Impariamo a dire lei grazie ogni volta che mangiamo! Lei ci ricompenserà con una salute splendida ed un umore privo di macchia.
La natura, e solo lei, spezzerà le nostre catene.

Con amore e gratitudine,

Andrea

sabato 7 dicembre 2013

Cos'è il fruttarismo

Rimango spesso sconcertato dal fatto che la quasi totalità di coloro i quali si autodefiniscono fruttariani, alla resa dei conti, fruttariani non sono!

Se leggiamo le definizioni sui siti che ne parlano (ecco due esempi 1 2, mentre fortunatamente chi ha scritto la pagina di Wikipedia dedicata al fruttarismo è stato un po' più accurato e coerente, olio ed olive a parte: Wikipedia) notiamo subito un'incongruenza palese: parlano dei fruttariani come di coloro che mangiano solo frutta, e dunque anche noci, semi e a volte anche foglie. Permettetemi di esprimere il mio pensiero in modo chiaro ed inequivocabile.

Fruttariano è colui che si ciba di sola frutta.

Definizione botanica di frutto: parte della pianta, costituita dall'ovario fecondato, che contiene i semi.
Ora, attenti alla definizione. Parte della pianta che contiene i semi. Per intenderci, facciamo l'esempio del pino. La pigna è il frutto del pino, e contiene i pinoli, ossia i semi del pino. I pinoli non sono frutti. Altro esempio, la noce. La noce è il frutto dell'albero juglans (comunemente noto come noce, ma in questo caso farebbe confusione), e contiene il seme di noce. La noce, dunque, è composta dal seme e dal mallo. Il mallo è il frutto.
Identico ragionamento per noccioline, noccioli, mandorle, pistacchi e così via. Quella che in genere viene chiamata "frutta secca", altro non è che "semi secchi". I semi sono le piante della prossima generazione, non cibo. I semi sono il risultato degli sforzi della pianta madre, per preservare la propria vita attraverso quella dei suoi figli, non cibo. 
Seguendo l'esempio della maggioranza, caddi io stesso nel tranello per i miei primi due mesi di "fruttarismo".
Nulla di grave, perché ora la prendo come una fase di transizione passata (ne parlerò meglio in un altro post). Mangiavo dunque anche semi e foglie, e mi definivo fruttariano.
Se volete mangiare frutta, semi e foglie, c'è già una parola coniata per l'occasione: crudista.
Ma, se volete definirvi fruttariani...comportatevi da tali!
La stessa incoerenza la trovo nei vegetariani, che non si limitano affatto al mondo vegetale, come la parola sembrerebbe suggerire. Quelli sono i vegani, costretti ad inventarsi un termine nuovo per restituire coerenza all'alimentazione vegetale. Per favore, non costringeteci a fare lo stesso.

Detto ciò, non intendo alzare ulteriori polemiche. Torno a spiegare cosa è, secondo me, il fruttarismo.
Per quanto mi riguarda, il fruttarismo non è semplicemente una dieta. Esso è l'applicazione della pace e della non-violenza nella propria vita. E' il primo passo per trovare il proprio posto armonico all'interno della natura. Molto spesso si intende dividere, con il solito dualismo che caratterizza il pensiero moderno, uomo e natura. Dimenticando, tuttavia, che l'uomo è natura. L'uomo è un animale come tutti gli altri, un essere vivente esattamente come lo è un albero, un bonobo o una lucertola. L'uomo ha però modificato il proprio ambiente come mai nessun essere vivente aveva fatto prima, denaturato nella sua essenza e pratica quotidiana. 
Il fruttarismo è la via per riprendere posto nel proprio contesto naturale, lontani da malattie, disagi ed infelicità. 
Il fruttarismo è la direzione da seguire per uscire da tutti gli inganni pubblicitari ai quali siamo sottoposti. 
Il fruttarismo è il modo di riprendere coscienza della propria importanza come esseri biologicamente indipendenti dagli artifici umani. 
Il fruttarismo è la giusta prospettiva dalla quale ci si riscopre interdipendenti con natura, in piena collaborazione ed armonia.
Il fruttarismo è una dichiarazione di emancipazione da qualsiasi schiavitù, in qualunque forma essa si presenti.

Principio cardine del fruttarismo è la non-violenza nei confronti di tutti i viventi. Compassione non solo per gli animali, ma anche per i cosiddetti vegetali. Ne parleremo più approfonditamente in numerosi altri post, quindi permettetemi di accennare solo brevemente alla questione.
Un albero è un essere vivente. Se tagliamo un albero (strano come anche molti instancabili mangiatori di carne provino dispiacere quando vedono una deforestazione) spesso e volentieri, notiamo che dopo un certo tempo nasceranno delle piccole foglioline su ciò che resta del tronco. Intuitivamente, cosa vuol dire questo?
L'albero vuole vivere.
La cipolla è un essere vivente. Se prendiamo una cipolla (quella che intendiamo noi per cipolla è, in realtà, la radice della pianta Allium Cepa, o anche cipolla) e la lasciamo in un luogo fresco, il più delle volte noteremo dopo qualche giorno o settimana che dalla cipolla sta spuntando un nuovo germoglio. Intuitivamente, cosa vuol dire questo?
La cipolla vuole vivere.
A prescindere se alberi e cipolle e in generale vegetali, riescano o meno a provare dolore (e io sono convinto che si, ne sono capaci), è indubbio che, come qualunque altro essere vivente, in quanto viventi, vogliano continuare a vivere! Approfondiremo...

Essere fruttariani significa imparare ad apprezzare ciò che la natura ci offre, già bella e pronta: la frutta. Pensateci: è l'unico alimento, in generale, riterremmo assurdo condire o cuocere. Perché alterare qualcosa che è già pronto per essere mangiato? Perché alterare qualcosa che l'albero ci sta offrendo liberamente? Sì, lo so, c'è chi cuoce le mele, e condisce le pere con il formaggio e il miele...ma siete d'accordo che queste sono eccezioni alla regola? Così come sono l'eccezione coloro i quali mangiano la carne cruda o l'insalata scondita...

Molti di voi si staranno ora chiedendo se sia possibile vivere di sola frutta, a livello biologico-nutrizionale. L'argomento è così importante che preferisco affrontarlo in un post dedicato. Per il momento, la mia risposta è: sì!

Tornerò probabilmente a modificare più volte questo post, perché sento di non aver esaurito bene le mie intenzioni sul messaggio che volevo trasmettere. Per il momento, tuttavia, posso ritenermi parzialmente soddisfatto.

A presto,

Andrea

venerdì 6 dicembre 2013

Il perché di questo blog

Il titolo che ho scelto per questo blog parla da sè: fruitariandream.
E' un gioco di parole, che aggancia il mio nome (Andrea) all'equivalente inglese per fruttariano (fruitarian), aggiungendo una simpatica M alla fine del tutto, ottenendo così sogno fruttariano, fruitarian-dream.

Dunque: perché fruttariano? E perché un sogno?

Avrò modo di esporvi il mio punto di vista strada facendo, riguarda uno stile di vita che pian piano sta cercando di emergere in questa società, tra bugie, errori ed incomprensioni. Ad ogni modo, in via del tutto provvisoria, accontentatevi di sapere che ho scelto questo stile di vita per ragioni etiche, salutistiche, politiche, ambientali, economiche, filosofiche...anche se, come avrete modo di leggere, non faccio mai distinzioni tra le varie motivazioni: sono tutte la stessa identica cosa. Utilizziamo termini diversi non tanto per indicare cose davvero diverse fra loro, quanto per indicare il nostro diverso punto di vista rispetto ad un unico oggetto: la realtà.

Scrivo dunque questo blog perché sono fermamente convinto della necessità urgente ed estrema di informare quante più persone possibili, rispetto ad uno stile di vita che, giorno dopo giorno, continua a rivoluzionare la mia vita.
Scrivo questo blog perché c'è un bisogno impellente di aggiungere una voce al piccolo coro di coloro i quali incitano ed invocano il libero pensiero...anche e soprattutto quando si tratta di scegliere cosa introdurre nelle nostre bocche!
Scrivo questo blog per esporre il mio punto di vista su un termine che, spesso e volentieri, è stato adulterato dal suo significato etimologico.
Scrivo questo blog per aggiungere una speranza in questo disastrato mondo, raccontando del mio piccolo viaggio alla ricerca del perduto Eden (strano come un ateo come me ne parli più spesso di un cristiano medio).

Sogno un mondo libero. Libero dall'oppressione, libero dalla schiavitù, libero da vincoli artificiali, libero da dogmi e menzogne. Sogno troppo? Probabilmente, per questo secolo, si...

Approfondirò tutti i punti che ho solo brevemente accennato in questo post introduttivo.

Pace e amore a tutti,

Andrea